La psicosi del coronavirus nella China Town milanese dove sono nato io.
- Daniele Pezzali
- 9 feb 2020
- Tempo di lettura: 2 min
Ormai Via Paolo Sarpi, l'arteria della China Town milanese, la conoscono proprio tutti!
Io in quella Via ci sono nato ed ho trascorso la mia prima infanzia. I miei ricordi sono nitidi, tanto è vero che due anni fa ho scritto e pubblicato il libro "Da Via Paolo Sarpi all'Oriente" (Edito da KDP di Amazon).
Nella pubblicazione parlo di quel quartiere vissuto, con i miei occhi da bambino, negli anni '70.
Ricordo bene le prime botteghe cinesi di pelletteria, lungo le traverse laterali della grande Via ed ancora di più mi sono rimasti impressi i laboratori e le sartorie improvvisate negli scantinati, che da bambino andavo a spiare attraverso le finestrelle radenti il marciapiede dei vecchi condomini.
Quelle finestrelle chiamate "bocche di lupo", che trasudavano umidità dai sotterranei...
La comunità cinese ha sempre lavorato sodo e con grande dignità, senza dare alcun fastidio ai residenti. Mi ricordo anche i bambini cinesi che venivano a scuola elementare con noi, senza però integrarsi un granché con la classe... Ma lungi dal lamentarsi di quelle presenze e non ho mai visto nessuna manifestazione di razzismo nei loro confronti.
Milano è sempre stata una città accogliente, specie con coloro i quali hanno dimostrato di lavorare onestamente.
Sono trent'anni che ho lasciato Milano, per vivere in Veneto.
Tanti miei ricordi sono rimasti là e oggi sono veramente sorpreso, di apprendere dalla stampa, che quella bella China Town sia rimasta deserta, evitata dai turisti e dai milanesi per una paura del tutto infondata.
E sono veramente addolorato a constatare che sta affiorando una forma di razzismo che in passato non esisteva!
Il servizio della RAI qui sotto (per vederlo cliccare sull'immagine) è veramente significativo e veicola un messaggio importante: bisogna combattere l'ignoranza e non si può addossare agli abitanti di quella Via un'etichetta negativa, per una colpa che di certo non hanno.
Nel mio libro racconto di usanze e tradizioni tanto distanti dai nostri costumi, quanto simili per alcuni aspetti che hanno visto Italia e Cina vicine nella storia... e non solo per Marco Polo.
I miei racconti esprimono curiosità e rispetto per un popolo che ha una cultura millenaria ed una dignità invidiabile.
Se mi trovassi a Milano in questo istante, sono sicuro che starei passeggiando, senza alcun timore, lungo Via Paolo Sarpi!
Daniele Pezzali consulente in Procurement (visita: www.danielepezzali.com)
9 febbraio 2020
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